Lo devi leggere (9)
Di madre in Figlia
di Concita De Gregorio, Feltrinelli Editore
Incontri il libro che ti spiega come stanno le cose.
Lo incontri in una estate fresca, non di quelle afose, una estate che ha il sapore di una tardiva primavera o di un autunno precoce.
Lo leggi mentre il mondo intorno muore, per colpa degli uomini che non sempre sanno amarsi.
Si chiama “Di madre in figlia”, il titolo che spoglia presto il suo cuore ed è scritto da una scrittrice dalla penna lieve, che ha raccontato storie difficili di donne con una gentilezza commovente, una scrittrice che sempre avrà posto nella mia libreria.
Quattro donne, forse cinque anche se di una non conosciamo il nome. Cinque generazioni, cinque modi di vivere femminilità, maternità ed ingegno, cinque eredità genetiche e di memoria che sono state tramandate, dall’una verso l’altra.
I loro nomi carichi di storie, di scelte differenti e di sguardi verso il passato della loro famiglia e verso il futuro delle loro figlie.
Adè, che preferisce il nome accorciato a quello scelto per lei, Adelaide. Giovanissima donna alla ricerca di se stessa, stretta e insieme al sicuro tra le trame di protezione e ansia di sua madre, tesa a comprendere il senso delle scelte di sua nonna, attratta dalla libertà e dalla assenza (apparente) di legami di una donna che sembra assomigliarle. Adè è la guida tra le trame dei cuori di queste donne.
Angela, insieme una figlia a cui pare di non essere stata accudita e protetta abbastanza e una madre che ha imparato a ricoprire di ansie e barriere protettive la vita di sua figlia. Angela è una donna che ha lavorato duro sul suo talento e sulle capacità mentali anche a discapito di un amore asimmetrico e stanco.
Marilù, la protagonista più affascinante (che gode della luce riflessa della donna che l’ha preceduta e di quelle che l’hanno anagraficamente seguita), dalle lunghe mani, dal corpo bellissimo, dagli occhi magnetici insieme buoni e feroci, dalla bellezza quasi vertiginosa. Di lei non si sa molto, ma si conosce sempre più nel corso del romanzo, in attesa di comprendere il perché della sua vita libera e solitaria.
Ma al di là della storia, che tiene incollati alle pagine, quello che conta e che resta tra le dita e le ciglia appena finisci di leggere il libro, è la forza di queste donne, in grado di amare nonostante tutto. Perché l’amore di una madre non è perfetto ma nessun amore lo è. Ognuno ama con quello che è.
Nonostante le scelte diverse.
Nonostante le aspettative degli altri.
Nonostante le maternità precoci.
Nonostante gli amori brevi ma di una vita.
Nonostante gli uomini gentili e quelli insicuri.
Nonostante le madri, le nonne, le figlie.
Nonostante le fiamme.
Immagina una donna che osserva, fuori da una finestra, le donne che più ama e da cui più fugge, ridere tra loro.
Immagina un cuore colmo nel vedere la gioia di amarsi nonostante le differenze.
Immagina di comprendere che ci sono storie che, anche se non raccontate, segnano le vite di chi non le ha vissute.
Immagina di essere viva e di cercare il modo, la misura, la quantità di amore da offrire per non soffocare l’altro o da ricevere per non annegare.
Immagina di avere una estate intera per conoscere una persona e scoprire la sua e la tua storia.
Immagina di sapere che chi ami non ti appartiene ma di appartenere a chi ami, senza difese.
Ciascuna delle protagoniste è un po’ se stessa e un po’ le altre, in una danza che riguarda tutti noi.
Uno di quelli libri che, terminati, ti lasciano orfana.
“Ciascuna di noi fa il meglio possibile, con le migliori intenzioni e con i mezzi che ha".





